Isola Tiberina

L'Isola Tiberina sorge nel mezzo del fiume Tevere, a Roma. In questo Blog sono raccolte notizie, commenti, attualità e tutto quanto è connesso all'isola e alle attività che vi sono ospitate, tra cui si distingue l'ospedale Fatebenefratelli.

29 aprile 2009

In canoa per la città di Roma fino a Ostia Antica

In canoa per la città di Roma fino a Ostia Antica Quest’anno infatti la tappa del 1° maggio partirà alle ore 09.00 da Castel Giubileo (tra il 4° ed il 20° Municipio) con il passaggio sulle rapide sotto Ponte Milvio alle ore 13.00 e all’Isola Tiberina alle ore 17.00 e terminerà presso Ponte dell’industria a Testaccio (1° Municipio) da dove ripartirà la mattina successiva (2 maggio) alle ore 08,30.
La Discesa terminerà ad Ostia Antica (nel 13° Municipio).
La XXX edizione si avvale dell’adesione del Presidente della Repubblica.
Questa XXX edizione sarà una discesa speciale: oltre ai canoisti, discenderanno la valle del Tevere ciclisti, cavalieri e camminatori di nordic walking, principalmente su strade secondarie e sterrate.

E’ ancora possibile iscriversi.

Info: 347 2439715
www.discesadeltevere.org

26 aprile 2009

POLIZIOTTI SORPRENDONO UOMO MENTRE EFFETTUA SCAVI ARCHEOLOGICI ABUSIVI

(IRIS) - ROMA, 23 APR - Continuano incessanti, su disposizione del Questore di Roma, i servizi di pattugliamento e bonifica delle aeree golenali dei due fiumi da parte del personale della Polizia Fluviale. Nella giornata di ieri, gli Agenti della Polizia di Stato della Questura diretti dal dr.Raffaele Clemente, a bordo dei gommoni della “Fluviale” hanno sorpreso, nei pressi dell’Isola Tiberina, un uomo con la piccozza in mano, chino sulle ginocchia, intento a scavare una buca di circa un metro di profondità sul greto del Tevere, sotto al Ponte Fabricio. Prontamente intervenuti, i poliziotti hanno denunciato in stato di libertà questo uomo italiano di 52 anni, per danneggiamento dei beni demaniali e scavi archeologici non autorizzati nonché sequestrato una moneta in rame, presumibilmente appartenente ad epoca romana, appena estratta dal greto del fiume, oltre allo strumento usato per danneggiare la banchina.
Da: Iris Press 23/04/2009 - 11.39

31 marzo 2009

COMUNE AVVIA INTERVENTI PULIZIA TEVERE, SI PARTE DALL'ISOLA TIBERINA

Roma, 30 mar. - (Adnkronos) - E' partita oggi a Roma la pulizia del Tevere, dopo la piena dei mesi scorsi che aveva provocato la presenza di detriti vari nelle acque e sulle sponde del fiume. Gli interventi stanno interessando da questa mattina la zona dell'Isola Tiberina, e nei prossimi giorni riguarderanno le altre aree della Capitale. Come conferma all'ADNKRONOS l'assessore all'Ambiente del Comune di Roma, Fabio De Lillo, "oggi e' stato il primo giorno utile per dare inizio alla pulizia del Tevere, che nei prossimi giorni proseguira' nelle altre aree della Capitale".

"Dopo aver ultimato gli adempimenti burocratici - prosegue l'assessore - e' stato possibile accedere ai fondi stanziati per la calamita' naturale dovuta al maltempo e dare avvio agli interventi di pulizia, che saranno illustrati mercoledi' nel corso di una conferenza stampa". A coordinare gli interventi e' il Dipartimento di Protezione Civile di Roma con il Servizio Giardini.

29 gennaio 2009

Tevere, ecco la piena che non passa

di Paola Natalicchio
Da: L'Unità - 28 gennaio 2009

Basta prendere il tram numero 8. Molti turisti lo fanno, ogni giorno, per raggiungere, da Trastevere, Largo
Argentina. E quando arrivano su Ponte Garibaldi, la vista è sempre la stessa: l’isola Tiberina, la sinagoga, il fiume
che si slancia verso il mare. Peccato, allora, per chi ha visitato Roma negli ultimi cinquanta giorni, quelli passati
dalla piena del 12 dicembre. Sono arrivati lì davanti, faccia sul finestrino, aspettandosi la solita, irripetibile,
cartolina. In cambio, invece, solo un pugno nello stomaco. Ai fianchi del fiume, il degrado. E per almeno un mese
le cose sono destinate a rimanere uguali.
Ponte Cestio, Ponte Sant’Angelo, Ponte Milvio. Il degrado
siede sui fianchi del fiume per chilometri, lungo tutta la città.
Sulla destra del Fate Bene Fratelli, ammassato sulla riva, un
cumulo di lamiere e travi di legno è quel che resta del pontile
d’imbarco del molo «Anguillara», dove passava il battello per
il giro sul fiume. Servizio sospeso, fino a data da destinarsi.
C’è anche lo scheletro di un’imbarcazione abbandonata. La
muffa verde ovunque. Il tutto legato in pericolo con una
lunga fune di corda e d'acciaio attorno al tronco di un albero,
ai piedi della strada. Peggio ancora la scena sotto Ponte
Sant’Angelo, dove per cinque giorni rimasero incagliati, sotto
le statue del Bernini, i tre barconi che impegnarono, la sera
del 16 dicembre, per la loro rimozione, oltre 100 militari, tra
Protezione civile, Marina militare e Vigili del fuoco.
Chiunque può scendere da solo a vedere. Aprire il cancello che parte dalla fine del ponte, sul lato opposto alla
Mole Adriana, dove non c’è nemmeno una transenna a sbarrare il passo. Scendere le scale, affacciarsi sulla
banchina. Sulla sinistra, due grandi carcasse arrugginite di imbarcazioni accidentate. Pochi passi avanti, un pezzo
di barcone non meglio identificato, tenuto fermo con una fune. Tutt’attorno, panchine rovesciate, lampioni
spezzati e immersi nell'acqua. Ponti divelti, recinzioni sottosopra. Non va meglio ai piedi di Ponte Milvio. Sotto gli
occhi di chi fa jogging sulla pista ciclabile a due passi dal Foro Italico, una schiera di alberi nei cui rami è
impigliato di tutto: buste di plastica, maglioni, valigie, carrelli per la spesa. Difficile credere che per un mese e
mezzo nessuno se ne sia occupato, del biondo fiume. Eppure è davvero questo il Tevere che oggi fotografano i
turisti, abitano i proprietari dei barconi, guardano con sgomento gli abitanti della città. Una discarica a cielo
aperto.
Spiegare come si sia arrivati a questo punto significa avventurarsi in un labirinto. Già nell'ordinaria
amministrazione, la gestione del fiume è complessa. Sono tre gli enti che governano le inquiete acque del tratto
urbano tiberino. Uno è l'apposito ufficio regionale dell'Ardis (Agenzia Regionale di Difesa del Suolo), che si occupa
del bacino idrico. C’è, poi, l’Autorità di bacino, istituita vent'anni fa, che dovrebbe funzionare come ente
supervisore. Non ultimo, però, il Comune. È proprio il Campidoglio, infatti, ad avere la responsabilità della pulizia
delle banchine e della valorizzazione turistica del fiume. «Per la pulizia, aspettavamo i fondi straordinari. Non era
nella nostra forza economica provvedere altrimenti. Parliamo almeno di 1-2 milioni di euro», spiega, però, il
delegato al Tevere della giunta Alemanno, l’assessore all’ambiente Fabio De Lillo. «I soldi sono stati appena
sbloccati dal Governo. Adesso passa tutto nelle mani della Protezione civile regionale. Noi collaboreremo, certo.
Metteremo a disposizione i nostri giardinieri».
La piena di dicembre, infatti, è stata un evento eccezionale e, in quanto tale, ha coinvolto nella sua gestione
anche il Dipartimento Nazionale della Protezione civile diretto dal sottosegretario Guido Bertolaso. Producendo,
peraltro, la recente nomina di un Commissario straordinario per la gestione delle conseguenze dell’emergenza: il
presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. La delibera di cui parla De Lillo arriva il 16 gennaio dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è la 3734. I fondi per il Tevere sono citati all’articolo 8. Servirà almeno un
mese perché l’ordinanza diventi operativa. Per cittadini, fiumaroli e turisti, serve ancora pazienza.

24 marzo 2007

IMMIGRAZIONE. Attivato al Fatebenefratelli un ambulatorio per la valutazione del disagio minori

Per rispondere ai bisogni della popolazione immigrata, e in modo particolare dei minori, l'Unità Operativa di Psichiatria dell'Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina ha attivato un ambulatorio per la valutazione del disagio nei minori immigrati.
Il servizio è attivo tutti i lunedì mattina dalle ore 8.30 alle 13.30 ed ha lo scopo di fornire un supporto agli adolescenti disagiati, aiutandoli ad interpretare il proprio disagio, e ai loro genitori per favorire il dialogo e l'integrazione.
L'ambulatorio è accreditato dal SSN ed è gestito da uno staff multidisciplinare e multiculturale, composto da psicologo, psichiatra e da un antropologo culturale.
[Fonte: http://www.helpconsumatori.it 21/03/2007 - 17:16]

Nel Tevere con l'auto, muore 23enne


Un volo di dieci metri e poi giù nella acque limacciose del Tevere. Erano circa le quattro di mattina quando Alfredo Maria Capaldo, 23enne dei Parioli, con la sua Mini ha sfondato il parapetto di ponte Palatino, di fronte all'isola Tiberina, ed è finito con l'auto nel fiume. Poche ore dopo è stato ripescato cadavere dai sommozzatori dei vigili del fuoco (foto Fabiano/Eidon). Il ragazzo procedeva sul lungotevere in direzione di porta Portese quando ha imboccato a sinistra il ponte, noto anche come ponte inglese perché ha i sensi di marcia invertiti e separati da un cordolo di cemento. Evidentemente ha perso il controllo del mezzo che ha sfondato il parapetto della corsia opposta. Il giovane indossava la cintura di sicurezza. Quando l'auto è stata ripescata a tre metri e mezzo di profondità, presentava il tetto parzialmente schiacciato e, di conseguenza, gli sportelli bloccati. Il 23 ottobre 2004, in un incidente analogo, cinque giovani si salvarono.
[da: http://city.corriere.it 24.03.2007]

04 marzo 2007

Lucchetti dell’amore: Riappaiono all’Isola Tiberina

3 marzo 2007 alle 13:09 — Fonte: repubblica.it
Scacciati con un atto vandalico dalla loro sede naturale, Ponte Milvio, i “lucchetti dell’amore” sono riapparsi stamattina all’Isola Tiberina, legati e incatenati ad uno dei due ponti più antichi di Roma, il Ponte Cestio.
Una sessantina di lucchetti, con tanto di dedica in inchiostro rosso o nero che trasuda melassa, sono visibili su uno dei sette colonnini liberty che reggono le lampade sul parapetto di destra. Che si tratti di un “hic manebimus optime” lo si capisce dal fatto che altri tre colonnini, due di fianco ed uno di fronte sull’altro parapetto, sono già stati predisposti per ospitare ognuno la sua dose di promesse d’amore eterno. Su ciascuno è stata montata una catenella, rigorosamente chiusa, pronta ad offrirsi a decine di coppie avvinte e convinte che niente le distruggerà.

14 febbraio 2007

Primo direttore Generale laico per il Fatebenefratelli di Roma

Sabato 10 febbraio 2007, presso la Curia Generalizia Fatebenefratelli di Roma, il priore Generale, padre Pascual Piles , ha presentato il nuovo Direttore Generale dell'Ospedale "San Giovanni Calibita" Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina. Si tratta del primo Direttore Generale laico dell'Ospedale dal 1584, ossia dal momento della sua fondazione e dell'inizio dell'assistenza ospedaliera dei Fatebenefratelli sull'Isola Tiberina. E' Carlo Maria Cellucci, 46 anni, sposato con due figli. Laureato in Economia e Commercio alla LUISS di Roma, già Dirigente dell'Area Controllo di Gestione presso il Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina. Il nuovo responsabile prende il posto di fra' Geminiano Corradini.Fino ad ora, per ben cinque secoli, gli incarichi di responsabilità della struttura ospedaliera sono stati sempre ricoperti da frati dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio che, seguendo le orme del fondatore, hanno portato avanti per centinaia di anni (e non solo a Roma ma in tutto il mondo) la missione dell'ospitalità ospedaliera e della cura dei malati. L'Ospedale "San Giovanni Calibita" è la più antica struttura ospedaliera dei Fatebenefratelli in Italia: già sede della Curia Generalizia e dello stesso Superiore Generale dell'Ordine, è sempre stato un punto di riferimento per tutta la città di Roma. Con circa 26.000 ricoveri e 900.000 prestazioni ambulatoriali annuali, l'ospedale si è accreditato con numerose eccellenze: la più conosciuta quella per la ginecologia e l'ostetricia che permette alla struttura di registrare oltre 4.000 parti all'anno.Il nuovo Direttore Generale si insedierà il prossimo 2 aprile.
(da RadioVaticana: Fides - Mancini)